
VIII Torneo di S-cianco Città di Verona
Gioco, Dibattiti, Musica…. UNA FESTA!!!
Sabato 24 e domenica 25 ottobre si è svolta in Cortile Mercato Vecchio l’ottava edizione del Torneo di S-cianco Città di Verona, ormai considerato da giocatori e appassionati vero e proprio Palio della città.
Con una formula rinnovata che ha permesso a tutte le formazioni una maggior partecipazione, il sabato per quanto riguarda gli adulti e la domenica mattina per i ragazzi, si sono svolte le eliminatorie che hanno portato alle tre finali di domenica pomeriggio.
Alle ore 14 di domenica 25 ottobre, la prima finale ha visto la formazione di Piazza Libero Vinco Campanile vincere un confronto tutto interno al quartiere di Borgo Venezia e aggiudicarsi il titolo della categoria ragazzi.

Alle ore 15,00 gli juniores, con la oramai tradizionale finale tra due formazioni storiche del mondo s-cianchistico: Cerro Veronese e Pescantina, che hanno dato vita ad un incontro tanto avvincente quanto tecnicamente superiore.Alla fine dei tre turni ha meritatamente avuto la meglio la compagine della Lessinia che non ha lasciato scampo alla formazione in maglietta rossa.

Alle ore 16,00, in perfetto orario, ha avuto inizio la finalissima adulti tra le due squadre che si sono classificate al primo posto dei rispettivi gironi giocati sabato. Le formazioni di Arbizzano e S. Martino Buon Albergo si sono confrontate alla pari fino almeno a metà gara, dopo di che Arbizzano con una serie di eliminazioni consecutive ha letteralmente annichilito gli avversari, aggiudicandosi l’incontro addirittura senza giocare l’ultimo turno d’attacco.

Le tre formazioni che nelle rispettive fasce d’età si sono aggiudicate il Torneo custodiranno per un anno, rimettendola in palio l’anno venturo, la “Mare”, il grosso sasso che è parte fondamentale del gioco e che con una trasposizione simbolica, rappresenta metaforicamente la madre terra, il territorio che deve essere rispettato e difeso a tal punto che la sua violazione comporta l’eliminazione del giocatore.
Convegno Internazionale sulla Lippa (S-cianco)
Molto interessante il convegno che domenica mattina dalle 10,00 alle 13,00 ha visto esperti provenienti dall’Italia e dall’estero confrontarsi sulle prospettive del gioco della lippa.
Interessantissimo l’intervento di Pierino Doudrì, storico del gioco tradizionale, che ha esposto la sua posizione sulla collocazione del gioco tradizionale nell’ambito della cultura popolare piuttosto che in quello sportivo.
Teoria che trova per altro l’Associazione Giochi Antichi pienamente in sintonia, in questo senso infatti è inteso il lavoro di AGA , che considera il gioco tradizionale parte integrante della cultura di territorio al pari delle altre espressioni della cultura popolare come la danza, la poesia , la musica, ecc.
Importanti e stimolanti anche gli interventi di Angel Gomez i Navarro, Direttore della “Escola Autonòmica jocs tradicionals” Regione Valenziana, Spagna , Elio Bicic Presidente dell’Associazione Pandolistica di Pirano, Slovenia; oltre a quelli delle varie regioni italiane che hanno evidenziato la necessità di un maggior collegamento strutturato sul territorio.
Un ventaglio di contributi insomma sulla situazione attuale e sulle prospettive che si prospettano molto positive, considerando fondamentale per il proseguo, collaborazione e coordinamento nazionale e internazionale.
Non c’è festa senza musica
Le due giornate di festa hanno visto la partecipazione di moltissima gente, venuta anche per sentire i due gruppi di musica tradizionale che sia sabato che domenica hanno chiuso la manifestazione.
Sabato alle 18,00 si sono esibite “Le 4 Civette sul Comò” gruppo completamente femminile che ha stupendamente eseguito musiche della tradizione veronese e non solo.
Bravissimi i musicisti del gruppo Folkamazurka che hanno magistralmente chiuso, domenica alle 18,00 la due giorni di festa, coinvolgendo con la loro musica il folto pubblico presente.
La molta gente che nei due giorni ha avuto occasione di soffermarsi in Cortile Mercato Vecchio, è stato testimone di come lo spazio cittadino si possa trasformare da passivo ad attivo, ed essere così restituito, con un intervento affatto invasivo, alla funzione di luogo condiviso alle varie attività sociali.